Museo Antichità

Turismo enogastronomico a Palermo: aglio rosso e bianco sale

Si riconosce dal colore porpora della “tunica” che riveste ogni spicchio e per l’aroma intenso che emana. E’ coltivato a Nubia, una frazione del comune di Paceco (provincia di Trapani), dove buona parte della produzione avviene all’interno della riserva naturale integrale delle saline di Trapani e Paceco. Questo è l’aglio rosso di Nubia,  che è stato il protagonista indiscusso, insieme con il sale marino di Trapani (che sta per completare l’iter burocratico per ottenere  il riconoscimento IGP – Indicazione geografica protetta) della kermesse  gastronomica “Rosso aglio e bianco sale”, organizzata dall’associazione “Ad Majora natura e cultura” in collaborazione con la Provincia di Trapani e l’amministrazione comunale di Paceco.

Nella cornice del museo del sale di Nubia e della riserva naturale delle saline di Trapani e Paceco (gestite dal WWF), una “tre giorni” (29,30,31 luglio) dedicata alle degustazioni a base di aglio,  ad una mostra – mercato di prodotti tipici locali,  alla musica e alle tradizioni locali. Non è mancato lo spazio per la riflessione in un convegno sulle produzioni d’eccellenza del territorio.

Oltre all’aglio e al sale, è stato recuperato dopo vent’anni di assenza dalla tavola,  il melone “cartucciaro”, di colore giallo e di forma allungata simile appunto ad una cartuccia  grazie al progetto “Ritorno del melone cartucciaro”. Produttori locali, amministratori ed esperti, tra cui la ricercatrice  Rita Mulas, a capo del progetto Polo del Carignano e referente scientifica del master San Vigilio all’Expo 2015, si sono confrontati sull’importanza del riconoscimento IGP per le produzioni locali. Una vetrina  per far conoscere questi prodotti sarà il 27 e 28 agosto, la Fiera del sud –ovest, dedicata alla presentazione dei prodotti agroalimentari, del commercio, della pesca e del turismo locale, sul porticciolo turistico di Portoscuso (Carbonia-Iglesias),in Sardegna, dove una delegazione dell’amministrazione comunale di Paceco e cinque produttori locali, faranno conoscere i prodotti di eccellenza del territorio: dall’aglio rosso al sale, alle conserve e prodotti caseari come il formaggio cotonese, inventato da un casaro per ricordare i pezzi di formaggio conservati nelle borse di Juta che i contadini portavano nei campi.

“La rassegna – ha sottolineato Francesco Incambisa, assessore comunale di Paceco con deleghe alle Attività produttive, eventi, valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici locali – non è una semplice sagra organizzata per riempire un palinsesto estivo ma si tratta di una iniziativa propedeutica che ha l’obiettivo di far incontrare operatori del settore in modo da creare le condizioni per avviare l’iter burocratico ed ottenere così il marchio di qualità IGP dell’aglio e del  melone “cartucciaro”, esattamente come è già avvenuto per il sale di Trapani che,  dopo un lungo cammino si trova finalmente in  dirittura d’arrivo. I primi tasselli per il riconoscimento IGP saranno la formazione dei consorzi del melone e dell’aglio in modo da avviare le pratiche per ottenere queste denominazioni che servono a far crescere il territorio. Un altro obiettivo sarà quello di creare dei partenariati per esportare i nostri prodotti in ogni parte d’Italia”.

Oggi il sale marino di Trapani rappresenta il 10% della produzione nazionale. Nella fascia costiera che va da Trapani a Marsala, sono presenti sedici impianti produttivi che ricoprono un’area di 1400 ettari. La sosalt spa  gestisce 80% di queste saline. Un indotto quello dell’industria  del sale che offre  lavoro a 120 persone con una produzione di 110mila tonnellate per un fatturato annuo di 12 -13 milioni di euro. “Le saline del Mediterraneo – ha spiegato il professore Giacomo D’Alì, presidente della Sosalt Spa, intervenuto all’incontro  – sono posizionate nelle zone di colonizzazione dei fenici per cui è possibile dedurre che la produzione del sale sia di origine fenicia. In questa area, inoltre, si trovano un centinaio di  antichi mulini a vento che erano utilizzati nella macinazione del sale o per il pompaggio dell’acqua marina da una vasca all’altra della salina. Di questi  ne sono stati recuperati sette”.

La rassegna gastronomica è stata anche una opportunità per degustare  la pasta al pesto trapanese. Massaie si sono sfidate nella creazione della migliore ricetta. Ma il vincitore indiscusso è stato l’aglio rosso di Nubia, alla base del pesto trapanese insieme con il pomodoro “pizzutello” che cresce nella zona e al sale che, per l’occasione, è stato raccolto a mano, in notturna. Un’esperienza unica per  turisti e gente del luogo: i riflettori  erano indirizzati al centro della scena dove si trovavano cumuli di sale bianco, mentre i salinai  raccoglievano con le pale il sale e intonavano nenie. Anche il pubblico è stato invitato a scendere in “scena”. Sembrava proprio di assistere ad uno spettacolo teatrale.